Sono qui, durante una delle mille attese che ogni mamma conosce.
Cioè fuori dalla piscina, seduta in macchina nel parcheggio , mentre il figlio grande sguazza insieme agli altri scalmanati della sua squadra.
Sono momenti in cui il silenzio e la magia del lento tramonto entrano inaspettati nella mia vita e mi permetto di pensare e riflettere come mi immagino possano fare eminenti pensatori e premi Nobel per la letteratura.
Me li immagino immersi in un silenzio quasi inviolabile che nessuno si permetterebbe di rovinare.
Il sole che sparisce struggente dietro la collina, i primi lampioni che si accendono pigramente , un po’ in ordine sparso. Scendo dall’auto per godermi meglio questo spettacolo così inaspettato in
un parcheggio comunque pieno di gente e di auto che fanno via vai in cerca di un posto.
Dietro le erbacce alte un paio di metri, a sorpresa appare il fiume della città. Tendendo le
Orecchie riesco anche a percepire lo scorrere dell’acqua che prima si fa rossa di tramonto e poi
nera e luccicante dei fari del campo sportivo.
Comincio a pensare all’importanza dei fiumi ,all’origine di tanti insediamenti umani vicino
ad essi. Alle donne che fino a pochi decenni fa ,con la schiena piegata e dolorante ,lavavano i
panni e chiacchieravano dei fatti di tutti . Ai contadini che portavano le mucche a bere e i maiali a fare il bagno. Ai bambini che si tuffavano e si rinfrescavano d’estate senza alcuna paura ,sereni e
liberi di vivere esperienze a noi sconosciute .
Un’emozione mi sale per il ricordo di storie raccontate tanti anni fa dalla nonna , dalle zie .
Piccoli fatti che nessun libro ricorda , ma che rivivono nei racconti orali e che ancora risento
nelle orecchie .
Ma guarda un po’ che cosa mi e’ tornato in mente , mentre aspetto la fine di un allenamento di mio figlio.
martedì 14 ottobre 2008
giovedì 9 ottobre 2008
Elezioni
In linea con questo periodo di campagna elettorale , anche la scuola primaria di mio figlio ieri ha istituito l’election day.
Noi genitori ci siamo riuniti nelle rispettive classi , seduti ai posti dei rispettivi figli.
Al momento di decidere chi si volesse candidare a fare la rappresentante di classe , si sono visti sguardi da scolaretti con l’occhio vagante , su tutti i genitori presenti. Chi guardava a terra, chi controllava il telefonino ,chi cercava ispirazione dai cartelloni appesi ai muri.
Ed allora la sventurata rispose. Ebbene si, da tempo avevo promesso che prima o poi lo avrei fatto io. E così ho deciso di intraprendere questo nuovo percorso. La voglia di novità di questi miei quarantanni si sta dimostrando pericolosamente anche in questo.
Sono pervasa da un’insensata euforia per la vittoria , un autentico plebiscito , dato che ero l’unica (sventurata appunto) candidata alla prestigiosa carica di rappresentante di classe. Ora sono pronta per una brillante carriera politica
Noi genitori ci siamo riuniti nelle rispettive classi , seduti ai posti dei rispettivi figli.
Al momento di decidere chi si volesse candidare a fare la rappresentante di classe , si sono visti sguardi da scolaretti con l’occhio vagante , su tutti i genitori presenti. Chi guardava a terra, chi controllava il telefonino ,chi cercava ispirazione dai cartelloni appesi ai muri.
Ed allora la sventurata rispose. Ebbene si, da tempo avevo promesso che prima o poi lo avrei fatto io. E così ho deciso di intraprendere questo nuovo percorso. La voglia di novità di questi miei quarantanni si sta dimostrando pericolosamente anche in questo.
Sono pervasa da un’insensata euforia per la vittoria , un autentico plebiscito , dato che ero l’unica (sventurata appunto) candidata alla prestigiosa carica di rappresentante di classe. Ora sono pronta per una brillante carriera politica
martedì 7 ottobre 2008
Concessionaria d'auto
E’ giunto il momento di cambiare la macchina. Dopo quasi un decennio, con la famiglia che cresce e che si allunga , l’esigenza di una macchina nuova si fa sentire giorno dopo giorno.
Allora mi armo di coraggio, carico i pargoli in macchina , non avendo modo di abbandonarli da qualche parte, e mi dirigo verso una concessionaria della mia “marca” preferita .
Tanto per non sembrare troppo sprovveduta , mi ero già guardata il sito ed avevo circa individuato un certo tipo di modello e un certo prezzo.
Entro e nessuno dei commessi (nullafacenti) mi bada. Come inizio non c’e’ male. Allora ,per attirare l’attenzione di qualcuno, sguinzaglio i figli, che cominciano ad aprire e chiudere portiere con una certa veemenza,urlando commenti esaltati per le auto (costosissime per me) esposte. Ovviamente il figlio grande comincia a sbavare per il macchinone tipo fuoristrada gigantesco, con barre cromate , fari per notte amazzonica e portabagagli aperto adatto per trasporto di bisonti .
A quel punto da dietro una porta si palesa uno scocciatissimo personaggio . Sorridente per contratto ma dagli occhi fiammeggianti.
“ Signora , stia attenta che i bambini non si facciano male....” Questa e’ la prima frase che riesce a dirmi.
Poi “ Signora vuole dare un’occhiata?” . Ma santa patata , ma che occhiata vuoi che dia , ma chiedimi che macchina cerco, dammi delle indicazioni, dei consigli . Dimmi soprattutto il prezzo. Mica sto al mercato a scegliere pomodori .
Voglio una consulenza seria , voglio un’offerta che mi invogli ad acquistare , voglio risposte alle mie domande , anche a quelle che non ho ancora fatto.
La grande consulenza si riassume in un depliant che mi piazza in mano e sullo stesso mi scrive il prezzo , esattamente quello che avevo visto sul sito della casa automobilistica.
Quindi mi liquida con un “poi se vuole riparliamo con più calma (ma io sono calmissima !) delle eventuali condizioni di vendita (ma io volevo sapere adesso se mi faceva lo sconto o no!).”
Esco , a questo punto sono io scocciatissima e per vendetta faccio toccare dai miei figli , con le loro manine sante e sporchine , tutte le lucenti auto esposte che gli capitavano a tiro.
Essendo l’unica concessionaria di quella marca della città , mando mio marito per vedere se riesce ad estorcere qualche informazione in più.
E con lui ...gentilissimi, efficientissimi, prodighi di informazioni , con condizioni eccezionali,preventivo scritto a computer e stampato su carta intestata.
Ma dico, ma che modo di fare e’ ?!
Ma io non ero una potenziale cliente ?
A lui si e a me no ?
Sgrunt. Per principio la macchina da questi non la voglio comprare.
Allora mi armo di coraggio, carico i pargoli in macchina , non avendo modo di abbandonarli da qualche parte, e mi dirigo verso una concessionaria della mia “marca” preferita .
Tanto per non sembrare troppo sprovveduta , mi ero già guardata il sito ed avevo circa individuato un certo tipo di modello e un certo prezzo.
Entro e nessuno dei commessi (nullafacenti) mi bada. Come inizio non c’e’ male. Allora ,per attirare l’attenzione di qualcuno, sguinzaglio i figli, che cominciano ad aprire e chiudere portiere con una certa veemenza,urlando commenti esaltati per le auto (costosissime per me) esposte. Ovviamente il figlio grande comincia a sbavare per il macchinone tipo fuoristrada gigantesco, con barre cromate , fari per notte amazzonica e portabagagli aperto adatto per trasporto di bisonti .
A quel punto da dietro una porta si palesa uno scocciatissimo personaggio . Sorridente per contratto ma dagli occhi fiammeggianti.
“ Signora , stia attenta che i bambini non si facciano male....” Questa e’ la prima frase che riesce a dirmi.
Poi “ Signora vuole dare un’occhiata?” . Ma santa patata , ma che occhiata vuoi che dia , ma chiedimi che macchina cerco, dammi delle indicazioni, dei consigli . Dimmi soprattutto il prezzo. Mica sto al mercato a scegliere pomodori .
Voglio una consulenza seria , voglio un’offerta che mi invogli ad acquistare , voglio risposte alle mie domande , anche a quelle che non ho ancora fatto.
La grande consulenza si riassume in un depliant che mi piazza in mano e sullo stesso mi scrive il prezzo , esattamente quello che avevo visto sul sito della casa automobilistica.
Quindi mi liquida con un “poi se vuole riparliamo con più calma (ma io sono calmissima !) delle eventuali condizioni di vendita (ma io volevo sapere adesso se mi faceva lo sconto o no!).”
Esco , a questo punto sono io scocciatissima e per vendetta faccio toccare dai miei figli , con le loro manine sante e sporchine , tutte le lucenti auto esposte che gli capitavano a tiro.
Essendo l’unica concessionaria di quella marca della città , mando mio marito per vedere se riesce ad estorcere qualche informazione in più.
E con lui ...gentilissimi, efficientissimi, prodighi di informazioni , con condizioni eccezionali,preventivo scritto a computer e stampato su carta intestata.
Ma dico, ma che modo di fare e’ ?!
Ma io non ero una potenziale cliente ?
A lui si e a me no ?
Sgrunt. Per principio la macchina da questi non la voglio comprare.
Saluti
Al bambino viene insegnato prestissimo a salutare e spontaneamente il piccolo mentre fa ciao ciao con la manina si mette a sorridere.
E’ nella natura dell’uomo ed e’ alla base del rapportarsi civilmente ed amichevolmente con gli altri.
Poi il bimbo cresce e l’abitudine al saluto assume diverse forme , in funzione del contesto in cui si trova.
Non so come mai, misteriosamente, nel paesello dove vivo e zone limitrofe, la gente e’ convinta che salutare sia un optional.
Pensavo inizialmente che vi fosse una certa diffidenza per la persona non conosciuta.
Poi mi sono resa conto che non dipendeva da me , ma che e’ un’abitudine diffusa , insita anche in persone che riterrei per natura orientati alla “comunicazione” per esempio i commercianti.
La situazione più assurda la vedo al mattino , quando porto mia figlia alla scuola materna.
Ci sono persone che vedo da quasi tre anni , che per una mia abitudine , dettata anche dall’educazione famigliare ,ostinatamente saluto e dalle quali difficilmente ricevo un cenno di risposta.
La stessa cosa per delle mie vicine di casa , che cortesemente insisto a salutare ,immaginando dall’altra parte una reazione .
Ho voluto fare un esperimento, e ho provato a non salutare più per prima e vedere “l’effetto che fa”.
Ho avuto la conferma della maleducazione di alcune persone ed a questo punto ho deciso che salutare fa bene a me.
Mi fa stare bene con me stessa e se anche e’ inutile per alcune persone ,magari da qualcuno viene apprezzato.
E’ nella natura dell’uomo ed e’ alla base del rapportarsi civilmente ed amichevolmente con gli altri.
Poi il bimbo cresce e l’abitudine al saluto assume diverse forme , in funzione del contesto in cui si trova.
Non so come mai, misteriosamente, nel paesello dove vivo e zone limitrofe, la gente e’ convinta che salutare sia un optional.
Pensavo inizialmente che vi fosse una certa diffidenza per la persona non conosciuta.
Poi mi sono resa conto che non dipendeva da me , ma che e’ un’abitudine diffusa , insita anche in persone che riterrei per natura orientati alla “comunicazione” per esempio i commercianti.
La situazione più assurda la vedo al mattino , quando porto mia figlia alla scuola materna.
Ci sono persone che vedo da quasi tre anni , che per una mia abitudine , dettata anche dall’educazione famigliare ,ostinatamente saluto e dalle quali difficilmente ricevo un cenno di risposta.
La stessa cosa per delle mie vicine di casa , che cortesemente insisto a salutare ,immaginando dall’altra parte una reazione .
Ho voluto fare un esperimento, e ho provato a non salutare più per prima e vedere “l’effetto che fa”.
Ho avuto la conferma della maleducazione di alcune persone ed a questo punto ho deciso che salutare fa bene a me.
Mi fa stare bene con me stessa e se anche e’ inutile per alcune persone ,magari da qualcuno viene apprezzato.
venerdì 3 ottobre 2008
Compiti
Parto da un post di Raperonzolo ,sulla difficoltà di far fare i compiti ai propri figli.
Quando un bimbo comincia la scuola primaria ,con ancora quaderni ,astuccio e libri intonsi, la curiosità per la novità e’ ai massimi livelli.
Mi ricordo ancora la trepidazione di mio figlio nell’iniziare un nuovo quaderno , con la prima pagina ancora bianca e profumata di inchiostro.
Ben presto , però , a questo fase mistica , possono subentrare varie fasi , in funzione del bimbo e della materia da studiare.
Poi si aggiunge l’abitudine delle maestre di far colorare dai bambini le schede dei compiti ,che da’ il colpo di grazia ad ogni entusiasmo.
A parte il fatto che mi ritengo fortunata perchè a mio figlio non e’ mai pesato troppo fare i compiti, penso che la maggiore difficoltà per un bambino sia il capire che non ha davanti a sé un tempo infinito per finire .
Così la loro percezione del tempo fa protrarre verso l’infinito le attività che a loro sono indigeste.
Forse non c’e’ una formula magica, ma io ho trovato efficace il dare dei tempi entro i quali deve concludere , in modo da poter andare poi a fare sport, giocare fuori con gli amici etc.
All’inizio era difficilissimo , gli scrivevo su un foglio l’elenco delle materie , gli dicevo quanto più o meno doveva impiegare per ognuna e così calcolavamo se faceva a tempo a vedere un cartone animato o fare un giro in bicicletta.
Adesso vedo che si arrangia abbastanza da solo e che cerca di fare in autonomia .Non dimentica quello che deve fare e , stimolato dalle attività che può fare dopo , cerca di finire velocemente. Comunque deve studiare e scrivere bene , perchè controlliamo dopo.
Quando un bimbo comincia la scuola primaria ,con ancora quaderni ,astuccio e libri intonsi, la curiosità per la novità e’ ai massimi livelli.
Mi ricordo ancora la trepidazione di mio figlio nell’iniziare un nuovo quaderno , con la prima pagina ancora bianca e profumata di inchiostro.
Ben presto , però , a questo fase mistica , possono subentrare varie fasi , in funzione del bimbo e della materia da studiare.
Poi si aggiunge l’abitudine delle maestre di far colorare dai bambini le schede dei compiti ,che da’ il colpo di grazia ad ogni entusiasmo.
A parte il fatto che mi ritengo fortunata perchè a mio figlio non e’ mai pesato troppo fare i compiti, penso che la maggiore difficoltà per un bambino sia il capire che non ha davanti a sé un tempo infinito per finire .
Così la loro percezione del tempo fa protrarre verso l’infinito le attività che a loro sono indigeste.
Forse non c’e’ una formula magica, ma io ho trovato efficace il dare dei tempi entro i quali deve concludere , in modo da poter andare poi a fare sport, giocare fuori con gli amici etc.
All’inizio era difficilissimo , gli scrivevo su un foglio l’elenco delle materie , gli dicevo quanto più o meno doveva impiegare per ognuna e così calcolavamo se faceva a tempo a vedere un cartone animato o fare un giro in bicicletta.
Adesso vedo che si arrangia abbastanza da solo e che cerca di fare in autonomia .Non dimentica quello che deve fare e , stimolato dalle attività che può fare dopo , cerca di finire velocemente. Comunque deve studiare e scrivere bene , perchè controlliamo dopo.
giovedì 2 ottobre 2008
Telefonate
“Drrin vuole un abbonamento a Sky?” “ No grazie la televisione la guardo solo quando la spolvero,non ho molto tempo”
“Driin vuole una fornitura vitalizia di carta igenica” “ No grazie usiamo foglie ecologiche di fico”
“Driin vuole un abbonamento al Sole 24 ore ?” “ No grazie , leggo solo Winks Club”
“Driin vuole un ettolitro di olio , le portiamo un silos da installare in giardino” “ No grazie, gia’ ce lo produciamo noi col ulivetto che ho comprato l’anno scorso”
“Driin ha vinto una crociera sul Mar Morto” “ Grazie ma preferisco un giro in canotto in Adriatico”
“Driin vuole acquistare una laurea in legge del Venezuela?” “ Scusi ma e’ una cosa seria , ma non conosco neanche lo spagnolo...”
“Non importa , basta che sappia dove sta il Venezuela, per il resto pensiamo tutto noi..”
“Driin , vuole acquistare un paginone centrale di Pagine Gialle ,può scegliere lei cosa scrivere”
“Paginone centrale ? Scusi ma mi ha preso per il Cepu?”
“Drinn (ore 3 di notte) tu volere abbbbonamento super fast internet “ “Ma sono le tre di notte !!!”
“Scusare me ma qui essere sole alto in cielo” (ma chiamava dall’India o dal Peru’?)
Fino a poco tempo fa , dai call center ricevevo valanghe di telefonate commerciali, che talvolta arrivavano in tempi ed orari inopportuni .
C’era comunque un minimo di rapporto umano e si poteva anche scambiare due parole con ste persone ,in genere stressate ma comunque simpatiche.
L’altro giorno ricevo una telefonata assurda, con vocetta automatica dove dovevo autorizzali a parlare con me , poi dovevo io premere i numeretti per scegliere se intendevo o no aderire alla loro offerta.
Dopo un minuto mi ero già scocciata e non ho fatto la minima attenzione a quanto mi veniva detto.
Ho messo giù , e spero che non mi richiamino più .
“Driin vuole una fornitura vitalizia di carta igenica” “ No grazie usiamo foglie ecologiche di fico”
“Driin vuole un abbonamento al Sole 24 ore ?” “ No grazie , leggo solo Winks Club”
“Driin vuole un ettolitro di olio , le portiamo un silos da installare in giardino” “ No grazie, gia’ ce lo produciamo noi col ulivetto che ho comprato l’anno scorso”
“Driin ha vinto una crociera sul Mar Morto” “ Grazie ma preferisco un giro in canotto in Adriatico”
“Driin vuole acquistare una laurea in legge del Venezuela?” “ Scusi ma e’ una cosa seria , ma non conosco neanche lo spagnolo...”
“Non importa , basta che sappia dove sta il Venezuela, per il resto pensiamo tutto noi..”
“Driin , vuole acquistare un paginone centrale di Pagine Gialle ,può scegliere lei cosa scrivere”
“Paginone centrale ? Scusi ma mi ha preso per il Cepu?”
“Drinn (ore 3 di notte) tu volere abbbbonamento super fast internet “ “Ma sono le tre di notte !!!”
“Scusare me ma qui essere sole alto in cielo” (ma chiamava dall’India o dal Peru’?)
Fino a poco tempo fa , dai call center ricevevo valanghe di telefonate commerciali, che talvolta arrivavano in tempi ed orari inopportuni .
C’era comunque un minimo di rapporto umano e si poteva anche scambiare due parole con ste persone ,in genere stressate ma comunque simpatiche.
L’altro giorno ricevo una telefonata assurda, con vocetta automatica dove dovevo autorizzali a parlare con me , poi dovevo io premere i numeretti per scegliere se intendevo o no aderire alla loro offerta.
Dopo un minuto mi ero già scocciata e non ho fatto la minima attenzione a quanto mi veniva detto.
Ho messo giù , e spero che non mi richiamino più .
mercoledì 1 ottobre 2008
Festa dei nonni
“Mamma ma perchè il nonno e’ andato in cielo? Ma si deve andare sempre in cielo ?
E quando e’ che si deve andare?”
Domani e’ la festa degli Angeli Custodi e nell’asilo parrocchiale di mia figlia , fanno coincidere
anche la festa dei nonni.
Sicuramente in classe hanno parlato di nonni e di angeli e così , a bruciapelo alle 4 del pomeriggio, mi ritrovo in mezzo al traffico a dover rispondere alle domande della vita e della perdita .
Difficile mantenere la serenità necessaria per poter dare una risposta che sia convincente per una bimba di 4 anni ,senza farmi prendere il groppo alla gola e senza mettermi a piangere come una fontana.
“Il nonno e’ stato chiamato da Gesù in cielo , perchè e’ bravissimo con il computer e Gesù aveva
bisogno di qualcuno che glielo spiegasse”.
“I nonni vanno in cielo a spiegare le cose a Gesù ?”
“Se ha bisogno , lui li chiama”
“Ah va bene “
La risposta e’ stata convincente , e mi sono anche un po’ consolata immaginando un corso di PC
tra le nuvole. Spero che mio papà non sia troppo severo , come lo era con i suoi alunni...
E quando e’ che si deve andare?”
Domani e’ la festa degli Angeli Custodi e nell’asilo parrocchiale di mia figlia , fanno coincidere
anche la festa dei nonni.
Sicuramente in classe hanno parlato di nonni e di angeli e così , a bruciapelo alle 4 del pomeriggio, mi ritrovo in mezzo al traffico a dover rispondere alle domande della vita e della perdita .
Difficile mantenere la serenità necessaria per poter dare una risposta che sia convincente per una bimba di 4 anni ,senza farmi prendere il groppo alla gola e senza mettermi a piangere come una fontana.
“Il nonno e’ stato chiamato da Gesù in cielo , perchè e’ bravissimo con il computer e Gesù aveva
bisogno di qualcuno che glielo spiegasse”.
“I nonni vanno in cielo a spiegare le cose a Gesù ?”
“Se ha bisogno , lui li chiama”
“Ah va bene “
La risposta e’ stata convincente , e mi sono anche un po’ consolata immaginando un corso di PC
tra le nuvole. Spero che mio papà non sia troppo severo , come lo era con i suoi alunni...
lunedì 29 settembre 2008
Festa dei giochi antichi
Evviva il Tocatì di Verona!
Ci siamo divertiti come pazzi a giocare con quello che di più semplice c’e’ al mondo , cioè con sassetti e sassoni, legni , noci, monetine ,pezzi di ferro, macchinette, tappi e......tanto ma tanto altro.
I bimbi facevano file infinite per poter provare i giochi vecchi ed antichi italiani e scozzesi. Nessuno si lamentava , ma anzi si batteva le mani ai successi di chi stava giocando prima .
Che bello spirito si respirava , chi sbagliava veniva incitato a riprovare ,chi faceva bene veniva premiato con una bella stretta di mano e anche i bimbi più timidi o più piccolini avevano voglia di mettersi in gioco.
Nessun muso, nessun pianto ma solo tanta serenità e tanta allegria .
Come sarebbe bello se in ogni città d’Italia si potesse sperimentare questa esperienza, questa positività che ricarica le batterie ,che aiuta i bimbi ad uscire dai loro gusci di giochi elettronici , che li fa mettere vicini pieni di voglia di provare ,inventare , imparare,a rispettare regole ed ad inventarne di nuove ,rispettando tutti . Ed attendendo il proprio turno , che l’amico ti dica ”forza ..... tocatì”
Grazie a tutti gli organizzatori !!!
Ci siamo divertiti come pazzi a giocare con quello che di più semplice c’e’ al mondo , cioè con sassetti e sassoni, legni , noci, monetine ,pezzi di ferro, macchinette, tappi e......tanto ma tanto altro.
I bimbi facevano file infinite per poter provare i giochi vecchi ed antichi italiani e scozzesi. Nessuno si lamentava , ma anzi si batteva le mani ai successi di chi stava giocando prima .
Che bello spirito si respirava , chi sbagliava veniva incitato a riprovare ,chi faceva bene veniva premiato con una bella stretta di mano e anche i bimbi più timidi o più piccolini avevano voglia di mettersi in gioco.
Nessun muso, nessun pianto ma solo tanta serenità e tanta allegria .
Come sarebbe bello se in ogni città d’Italia si potesse sperimentare questa esperienza, questa positività che ricarica le batterie ,che aiuta i bimbi ad uscire dai loro gusci di giochi elettronici , che li fa mettere vicini pieni di voglia di provare ,inventare , imparare,a rispettare regole ed ad inventarne di nuove ,rispettando tutti . Ed attendendo il proprio turno , che l’amico ti dica ”forza ..... tocatì”
Grazie a tutti gli organizzatori !!!
giovedì 18 settembre 2008
Fine settimana
Avendo passato la mia infanzia in un periodo non troppo roseo e rassicurante della storia italiana, ovvero negli anni settanta , e in una cittadina piuttosto sonnecchiosa , non ricordo di aver avuto molte occasioni di andare a manifestazioni festaiole e di divertimento ,dato che le poche non erano orientate all’infanzia.
Inoltre i tempi erano ristretti ,con sabato scuola al mattino e compiti al pomeriggio.
La domenica pomeriggio andavo all’oratorio dalle Suore ,dove sinceramente mi divertivo moltissimo , e qui finiva il weekend.
La sensazione di aver perso qualche occasione ,di “non esserci stata” , mi e’ rimasta così forte che da quando ho scoperto che esiste tutto un mondo di attività ed iniziative a livello locale e nazionale ,la mia passione e’ diventata l’organizzazione dei fine settimana della famiglia.
Sono pervasa da una frenesia presenzialista e con date , dati, location , obiettivi di ogni manifestazione pianifico maratone famigliari .
Feste ,sagre , manifestazioni sportive,rievocazioni storiche e chi più ne ha ne metta le incasello nel mio foglio excel che poi mando a mio marito per essere sicura che abbia capito bene a cosa va incontro nei giorni successivi.
Lui si e’ abituato a questi ritmi serrati ,mentre i bimbi un po’ meno. Loro vorrebbero passare sabato e domenica spalmati sul divano a guardare la tv ed a mangiare schifezze.
Invece io li trascino alla mostra in alta montagna della “antica melina rosa”,ai giochi storici di strada,alle mongolfiere, alla Mostra dei dinosauri o alla sagra della trippa in umido etc etc.
In genere all’inizio sono arrabbiati, sono stanchi ,hanno sonno ,hanno fame , sono stufi....
Poi , pian piano (dietro mio suggerimento con voce flautata da gerarca nazista incazz. ) , vedo che aprono gli occhi e si accorgono di quello che sta loro intorno e poi alla sera , stanchissimi , mi dicono “come ci siamo divertiti oggi!!”.
Allora mi rincuoro un pochino e penso di non aver sbagliato troppo.
Inoltre i tempi erano ristretti ,con sabato scuola al mattino e compiti al pomeriggio.
La domenica pomeriggio andavo all’oratorio dalle Suore ,dove sinceramente mi divertivo moltissimo , e qui finiva il weekend.
La sensazione di aver perso qualche occasione ,di “non esserci stata” , mi e’ rimasta così forte che da quando ho scoperto che esiste tutto un mondo di attività ed iniziative a livello locale e nazionale ,la mia passione e’ diventata l’organizzazione dei fine settimana della famiglia.
Sono pervasa da una frenesia presenzialista e con date , dati, location , obiettivi di ogni manifestazione pianifico maratone famigliari .
Feste ,sagre , manifestazioni sportive,rievocazioni storiche e chi più ne ha ne metta le incasello nel mio foglio excel che poi mando a mio marito per essere sicura che abbia capito bene a cosa va incontro nei giorni successivi.
Lui si e’ abituato a questi ritmi serrati ,mentre i bimbi un po’ meno. Loro vorrebbero passare sabato e domenica spalmati sul divano a guardare la tv ed a mangiare schifezze.
Invece io li trascino alla mostra in alta montagna della “antica melina rosa”,ai giochi storici di strada,alle mongolfiere, alla Mostra dei dinosauri o alla sagra della trippa in umido etc etc.
In genere all’inizio sono arrabbiati, sono stanchi ,hanno sonno ,hanno fame , sono stufi....
Poi , pian piano (dietro mio suggerimento con voce flautata da gerarca nazista incazz. ) , vedo che aprono gli occhi e si accorgono di quello che sta loro intorno e poi alla sera , stanchissimi , mi dicono “come ci siamo divertiti oggi!!”.
Allora mi rincuoro un pochino e penso di non aver sbagliato troppo.
mercoledì 17 settembre 2008
Scuola
Inizia la scuola e siamo gia' tutti rintronati dal nuovo ritmo giornaliero.
La mattina ,all'alba , si profila come una maratona senza sosta che ci portera' a notte fonda
a dormire.
Mio figlio maggiore, in due giorni e' riuscito a perdere il costosissimo apparecchio per i denti e
una felpa. La felpa poi l'abbiamo recuperata , per l'apparecchio confido in una verifica piu' approfondita dei possibili luoghi dove potrebbe essersi solitariamente nascosto.
E' tornato a casa da scuola con la testa immersa in una nebbia di oblio. Non ricorda
cosa ha fatto, chi c'era in classe, il nome delle maestre che vede da tre anni.
Come sia avvenuto tutto cio' e' un mistero, spero che non sia una premessa per un lungo
e difficoltoso anno scolastico.
Io mi sento gia' stanca. Quasi quasi mi prendo qualche giorno di ferie per riposarmi.
La mattina ,all'alba , si profila come una maratona senza sosta che ci portera' a notte fonda
a dormire.
Mio figlio maggiore, in due giorni e' riuscito a perdere il costosissimo apparecchio per i denti e
una felpa. La felpa poi l'abbiamo recuperata , per l'apparecchio confido in una verifica piu' approfondita dei possibili luoghi dove potrebbe essersi solitariamente nascosto.
E' tornato a casa da scuola con la testa immersa in una nebbia di oblio. Non ricorda
cosa ha fatto, chi c'era in classe, il nome delle maestre che vede da tre anni.
Come sia avvenuto tutto cio' e' un mistero, spero che non sia una premessa per un lungo
e difficoltoso anno scolastico.
Io mi sento gia' stanca. Quasi quasi mi prendo qualche giorno di ferie per riposarmi.
giovedì 11 settembre 2008
Scarpette da ballo
Tra poco ricomincia il corso di danza classica di mia figlia ed e’ giunto il momento di ricomprare le scarpette.
Pensavo che la cosa fosse molto semplice , cioè entro nel negozio di articoli sportivi , scelgo il numero e le pago.
Invece no, intanto perchè non tutti i negozi vendono queste scarpette. Quelli che le vendono le possono avere bianche e nere da ginnastica artistica , ma non rosa da danza. Se le hanno , hanno solo numeri per adulti .
Al ventesimo tentativo , sia in negozi in zona che in negozi in altre regioni , finalmente trovo il negozio che le vende.
Entrando già sentivo in sottofondo un coro d’angeli che coronavano il mio successo.
Ma avevo cantato vittoria troppo presto. Perchè tra 100 tipo di scarpette (di stoffa , raso , pelli di vari animali ) , anche qui si annidava una nuova insidiosa opzione , che proprio mi mancava , cioè il tipo di suola.
La signora del negozio mi ha fatto una conferenza sull’argomento , motivando con vari argomenti il perchè non tenesse quelle che sto cercando .
Me ne sono uscita sconsolata e senza scarpette , mentre mia figlia , forse aveva capito la tragicità della situazione, mi dice “mamma ma se spingo un po’ riesco ad entrare ancora nelle mie !”.
Peccato che sembri la sorellastra di Cenerentola mentre cerca di infilare il piede in quelle ormai micro scarpe !
Pensavo che la cosa fosse molto semplice , cioè entro nel negozio di articoli sportivi , scelgo il numero e le pago.
Invece no, intanto perchè non tutti i negozi vendono queste scarpette. Quelli che le vendono le possono avere bianche e nere da ginnastica artistica , ma non rosa da danza. Se le hanno , hanno solo numeri per adulti .
Al ventesimo tentativo , sia in negozi in zona che in negozi in altre regioni , finalmente trovo il negozio che le vende.
Entrando già sentivo in sottofondo un coro d’angeli che coronavano il mio successo.
Ma avevo cantato vittoria troppo presto. Perchè tra 100 tipo di scarpette (di stoffa , raso , pelli di vari animali ) , anche qui si annidava una nuova insidiosa opzione , che proprio mi mancava , cioè il tipo di suola.
La signora del negozio mi ha fatto una conferenza sull’argomento , motivando con vari argomenti il perchè non tenesse quelle che sto cercando .
Me ne sono uscita sconsolata e senza scarpette , mentre mia figlia , forse aveva capito la tragicità della situazione, mi dice “mamma ma se spingo un po’ riesco ad entrare ancora nelle mie !”.
Peccato che sembri la sorellastra di Cenerentola mentre cerca di infilare il piede in quelle ormai micro scarpe !
domenica 7 settembre 2008
Novità nella scuola
Tra le novità della scuola vi è anche il grembiulino alle elementari . Ma l’industria tessile non era stata informata in anticipo della cosa !
Adesso me lo va a cercare la ministra un grembiulino che vada bene a mio figlio più grande !!
Nei negozi esistono sono fino alla taglia 5-6 anni e con colorini rosini ,azzurrini , bianchi , con disegnati pupazzetti e cucciolotti teneri teneri .
Nessuno ragazzino maggiore di 6 anni metterebbe addosso una cosa simile !
Voglio proprio vedere lunedì prossimo , quando mi daranno la listona delle cose da comprare se ci sarà sto benedetto grembiulino.
In caso lo vestirò con un grembiulone da chef e relativo cappello. In fondo fare il cuoco e' il sogno
di mio figlio.
Adesso me lo va a cercare la ministra un grembiulino che vada bene a mio figlio più grande !!
Nei negozi esistono sono fino alla taglia 5-6 anni e con colorini rosini ,azzurrini , bianchi , con disegnati pupazzetti e cucciolotti teneri teneri .
Nessuno ragazzino maggiore di 6 anni metterebbe addosso una cosa simile !
Voglio proprio vedere lunedì prossimo , quando mi daranno la listona delle cose da comprare se ci sarà sto benedetto grembiulino.
In caso lo vestirò con un grembiulone da chef e relativo cappello. In fondo fare il cuoco e' il sogno
di mio figlio.
venerdì 5 settembre 2008
Casa
La scelta della propria casa e’ una alchimia. Gli elementi che entrano in gioco sono tanti . La prima sensazione e’ fondamentale ,perchè qui non vi e’ la razionalità me e’ solo sensazione a pelle.
Poi subentrano parametri meno spirituali ma più terra terra ... costo , mutuo , vicinanza a scuole /negozi/palestre / mezzi pubblici etc.
Quando abbiamo scelto casa nostra fu come un colpo di fulmine ,in sostanza non c’era nulla intorno, solo campi di pannocchie e boschetti di ciliegi.
Il costruttore del nostro piccolo condominio , giurò e spergiurò che intorno sarebbe rimasto abbastanza verde e sarebbero apparsi molti servizi e quindi presi da entusiasmo comprammo casa.
A distanza di qualche anno , i campi di pannocchie sono stati sostituiti da incombenti costruzioni di dubbia estetica e del boschetto di ciliegi e’ rimasto solo il nome sul cartellone di vendita degli appartamenti.
Di contro , di tutto il resto invece non e’ apparso nulla , niente scuole, niente negozi, niente autobus.
Come al solito il colpo di fulmine e’ una grande fregatura.
Poi subentrano parametri meno spirituali ma più terra terra ... costo , mutuo , vicinanza a scuole /negozi/palestre / mezzi pubblici etc.
Quando abbiamo scelto casa nostra fu come un colpo di fulmine ,in sostanza non c’era nulla intorno, solo campi di pannocchie e boschetti di ciliegi.
Il costruttore del nostro piccolo condominio , giurò e spergiurò che intorno sarebbe rimasto abbastanza verde e sarebbero apparsi molti servizi e quindi presi da entusiasmo comprammo casa.
A distanza di qualche anno , i campi di pannocchie sono stati sostituiti da incombenti costruzioni di dubbia estetica e del boschetto di ciliegi e’ rimasto solo il nome sul cartellone di vendita degli appartamenti.
Di contro , di tutto il resto invece non e’ apparso nulla , niente scuole, niente negozi, niente autobus.
Come al solito il colpo di fulmine e’ una grande fregatura.
giovedì 4 settembre 2008
Marmellata biologica
Ho raccolto le mele biologiche dal mio albero biologico. Non lo ho concimato ne’ irrorato con pesticidi chimici ma ho atteso che la natura facesse da sola il suo corso. Le mele sono tutte bacate e di forme poco apprezzabili ed il sapore e’ piuttosto asprigno e poco invitante.
Così ,per non buttare via un sacco (letterale) di meline , l’altra sera ho deciso di fare la marmellata .Avevo comprato dei lussuosi vasetti griffati e relativi coperchietti ,lavandoli e sterilizzandoli su indicazione della collega espertissima . Tra pelare e preparare la marmellata si e’ fatta notte fonda, ma ero molto orgogliosa del risultato. Gia mi vedevo produttrice di marmellate biologiche su larga scala.
Sta mattina ho aperto un vasetto , il profumo e’ delizioso e la consistenza e’ proprio come piace a me. Mi sono spalmata una bella fetta di pane..
Ed anche il sapore è proprio buono , sano e naturale.
Peccato che mi sia venuto un male di pancia dopo...(sigh) troppo naturale per il mio fisico.
Il prossimo anno pianto una pesco e vediamo se andrà meglio.
Così ,per non buttare via un sacco (letterale) di meline , l’altra sera ho deciso di fare la marmellata .Avevo comprato dei lussuosi vasetti griffati e relativi coperchietti ,lavandoli e sterilizzandoli su indicazione della collega espertissima . Tra pelare e preparare la marmellata si e’ fatta notte fonda, ma ero molto orgogliosa del risultato. Gia mi vedevo produttrice di marmellate biologiche su larga scala.
Sta mattina ho aperto un vasetto , il profumo e’ delizioso e la consistenza e’ proprio come piace a me. Mi sono spalmata una bella fetta di pane..
Ed anche il sapore è proprio buono , sano e naturale.
Peccato che mi sia venuto un male di pancia dopo...(sigh) troppo naturale per il mio fisico.
Il prossimo anno pianto una pesco e vediamo se andrà meglio.
mercoledì 3 settembre 2008
Mi presento
Da pochi giorni mi ritrovo catapultata nella dimensione di quarantenne. Quaranta e’ un numero così tondo e divisibile che mi sconcerta un po’.
Ma la cosa più strana e’ che sono già passati ventanni da quando ne avevo venti, ma sinceramente non me ne sono molto accorta.
Allora il mio dubbio e’ che forse in questi ultimo tempi mi sono un po’ distratta ,che i quotidiani eventi della vita siano così incalzanti da portarmi fuori dalla dimensione attuale .
I fautori di questa mia distrazione sono due , uno di quasi 10 anni e una di quasi 5 ... che dall’alba alla notte fonda mi fanno vivere in una perenne sensazione di vivere in un frullatore.
L’effetto frullatore si propaga in modo pazzesco in tutte le mie attività , ovvero sul lavoro (panico totale se compare sul telefonino il numero della scuola elementare o della scuola materna ...) , sulla casa ( gli uragani non si trovano solo in America , ma risiedono comodamente anche in casa mia e per tutto l’anno) , su di me (...la mia parrucchiera dall’ultima volta che mi ha visto si e’ sposata un paio di volte).
Ci sarebbe anche un ulteriore elemento , il marito , ma che forte del suo segno zodiacale di aria , vive di diritto in un’altra dimensione , vagando per lavoro , per mondi a me sconosciuti.
Ma la cosa più strana e’ che sono già passati ventanni da quando ne avevo venti, ma sinceramente non me ne sono molto accorta.
Allora il mio dubbio e’ che forse in questi ultimo tempi mi sono un po’ distratta ,che i quotidiani eventi della vita siano così incalzanti da portarmi fuori dalla dimensione attuale .
I fautori di questa mia distrazione sono due , uno di quasi 10 anni e una di quasi 5 ... che dall’alba alla notte fonda mi fanno vivere in una perenne sensazione di vivere in un frullatore.
L’effetto frullatore si propaga in modo pazzesco in tutte le mie attività , ovvero sul lavoro (panico totale se compare sul telefonino il numero della scuola elementare o della scuola materna ...) , sulla casa ( gli uragani non si trovano solo in America , ma risiedono comodamente anche in casa mia e per tutto l’anno) , su di me (...la mia parrucchiera dall’ultima volta che mi ha visto si e’ sposata un paio di volte).
Ci sarebbe anche un ulteriore elemento , il marito , ma che forte del suo segno zodiacale di aria , vive di diritto in un’altra dimensione , vagando per lavoro , per mondi a me sconosciuti.
martedì 2 settembre 2008
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