Sono qui, durante una delle mille attese che ogni mamma conosce.
Cioè fuori dalla piscina, seduta in macchina nel parcheggio , mentre il figlio grande sguazza insieme agli altri scalmanati della sua squadra.
Sono momenti in cui il silenzio e la magia del lento tramonto entrano inaspettati nella mia vita e mi permetto di pensare e riflettere come mi immagino possano fare eminenti pensatori e premi Nobel per la letteratura.
Me li immagino immersi in un silenzio quasi inviolabile che nessuno si permetterebbe di rovinare.
Il sole che sparisce struggente dietro la collina, i primi lampioni che si accendono pigramente , un po’ in ordine sparso. Scendo dall’auto per godermi meglio questo spettacolo così inaspettato in
un parcheggio comunque pieno di gente e di auto che fanno via vai in cerca di un posto.
Dietro le erbacce alte un paio di metri, a sorpresa appare il fiume della città. Tendendo le
Orecchie riesco anche a percepire lo scorrere dell’acqua che prima si fa rossa di tramonto e poi
nera e luccicante dei fari del campo sportivo.
Comincio a pensare all’importanza dei fiumi ,all’origine di tanti insediamenti umani vicino
ad essi. Alle donne che fino a pochi decenni fa ,con la schiena piegata e dolorante ,lavavano i
panni e chiacchieravano dei fatti di tutti . Ai contadini che portavano le mucche a bere e i maiali a fare il bagno. Ai bambini che si tuffavano e si rinfrescavano d’estate senza alcuna paura ,sereni e
liberi di vivere esperienze a noi sconosciute .
Un’emozione mi sale per il ricordo di storie raccontate tanti anni fa dalla nonna , dalle zie .
Piccoli fatti che nessun libro ricorda , ma che rivivono nei racconti orali e che ancora risento
nelle orecchie .
Ma guarda un po’ che cosa mi e’ tornato in mente , mentre aspetto la fine di un allenamento di mio figlio.
martedì 14 ottobre 2008
giovedì 9 ottobre 2008
Elezioni
In linea con questo periodo di campagna elettorale , anche la scuola primaria di mio figlio ieri ha istituito l’election day.
Noi genitori ci siamo riuniti nelle rispettive classi , seduti ai posti dei rispettivi figli.
Al momento di decidere chi si volesse candidare a fare la rappresentante di classe , si sono visti sguardi da scolaretti con l’occhio vagante , su tutti i genitori presenti. Chi guardava a terra, chi controllava il telefonino ,chi cercava ispirazione dai cartelloni appesi ai muri.
Ed allora la sventurata rispose. Ebbene si, da tempo avevo promesso che prima o poi lo avrei fatto io. E così ho deciso di intraprendere questo nuovo percorso. La voglia di novità di questi miei quarantanni si sta dimostrando pericolosamente anche in questo.
Sono pervasa da un’insensata euforia per la vittoria , un autentico plebiscito , dato che ero l’unica (sventurata appunto) candidata alla prestigiosa carica di rappresentante di classe. Ora sono pronta per una brillante carriera politica
Noi genitori ci siamo riuniti nelle rispettive classi , seduti ai posti dei rispettivi figli.
Al momento di decidere chi si volesse candidare a fare la rappresentante di classe , si sono visti sguardi da scolaretti con l’occhio vagante , su tutti i genitori presenti. Chi guardava a terra, chi controllava il telefonino ,chi cercava ispirazione dai cartelloni appesi ai muri.
Ed allora la sventurata rispose. Ebbene si, da tempo avevo promesso che prima o poi lo avrei fatto io. E così ho deciso di intraprendere questo nuovo percorso. La voglia di novità di questi miei quarantanni si sta dimostrando pericolosamente anche in questo.
Sono pervasa da un’insensata euforia per la vittoria , un autentico plebiscito , dato che ero l’unica (sventurata appunto) candidata alla prestigiosa carica di rappresentante di classe. Ora sono pronta per una brillante carriera politica
martedì 7 ottobre 2008
Concessionaria d'auto
E’ giunto il momento di cambiare la macchina. Dopo quasi un decennio, con la famiglia che cresce e che si allunga , l’esigenza di una macchina nuova si fa sentire giorno dopo giorno.
Allora mi armo di coraggio, carico i pargoli in macchina , non avendo modo di abbandonarli da qualche parte, e mi dirigo verso una concessionaria della mia “marca” preferita .
Tanto per non sembrare troppo sprovveduta , mi ero già guardata il sito ed avevo circa individuato un certo tipo di modello e un certo prezzo.
Entro e nessuno dei commessi (nullafacenti) mi bada. Come inizio non c’e’ male. Allora ,per attirare l’attenzione di qualcuno, sguinzaglio i figli, che cominciano ad aprire e chiudere portiere con una certa veemenza,urlando commenti esaltati per le auto (costosissime per me) esposte. Ovviamente il figlio grande comincia a sbavare per il macchinone tipo fuoristrada gigantesco, con barre cromate , fari per notte amazzonica e portabagagli aperto adatto per trasporto di bisonti .
A quel punto da dietro una porta si palesa uno scocciatissimo personaggio . Sorridente per contratto ma dagli occhi fiammeggianti.
“ Signora , stia attenta che i bambini non si facciano male....” Questa e’ la prima frase che riesce a dirmi.
Poi “ Signora vuole dare un’occhiata?” . Ma santa patata , ma che occhiata vuoi che dia , ma chiedimi che macchina cerco, dammi delle indicazioni, dei consigli . Dimmi soprattutto il prezzo. Mica sto al mercato a scegliere pomodori .
Voglio una consulenza seria , voglio un’offerta che mi invogli ad acquistare , voglio risposte alle mie domande , anche a quelle che non ho ancora fatto.
La grande consulenza si riassume in un depliant che mi piazza in mano e sullo stesso mi scrive il prezzo , esattamente quello che avevo visto sul sito della casa automobilistica.
Quindi mi liquida con un “poi se vuole riparliamo con più calma (ma io sono calmissima !) delle eventuali condizioni di vendita (ma io volevo sapere adesso se mi faceva lo sconto o no!).”
Esco , a questo punto sono io scocciatissima e per vendetta faccio toccare dai miei figli , con le loro manine sante e sporchine , tutte le lucenti auto esposte che gli capitavano a tiro.
Essendo l’unica concessionaria di quella marca della città , mando mio marito per vedere se riesce ad estorcere qualche informazione in più.
E con lui ...gentilissimi, efficientissimi, prodighi di informazioni , con condizioni eccezionali,preventivo scritto a computer e stampato su carta intestata.
Ma dico, ma che modo di fare e’ ?!
Ma io non ero una potenziale cliente ?
A lui si e a me no ?
Sgrunt. Per principio la macchina da questi non la voglio comprare.
Allora mi armo di coraggio, carico i pargoli in macchina , non avendo modo di abbandonarli da qualche parte, e mi dirigo verso una concessionaria della mia “marca” preferita .
Tanto per non sembrare troppo sprovveduta , mi ero già guardata il sito ed avevo circa individuato un certo tipo di modello e un certo prezzo.
Entro e nessuno dei commessi (nullafacenti) mi bada. Come inizio non c’e’ male. Allora ,per attirare l’attenzione di qualcuno, sguinzaglio i figli, che cominciano ad aprire e chiudere portiere con una certa veemenza,urlando commenti esaltati per le auto (costosissime per me) esposte. Ovviamente il figlio grande comincia a sbavare per il macchinone tipo fuoristrada gigantesco, con barre cromate , fari per notte amazzonica e portabagagli aperto adatto per trasporto di bisonti .
A quel punto da dietro una porta si palesa uno scocciatissimo personaggio . Sorridente per contratto ma dagli occhi fiammeggianti.
“ Signora , stia attenta che i bambini non si facciano male....” Questa e’ la prima frase che riesce a dirmi.
Poi “ Signora vuole dare un’occhiata?” . Ma santa patata , ma che occhiata vuoi che dia , ma chiedimi che macchina cerco, dammi delle indicazioni, dei consigli . Dimmi soprattutto il prezzo. Mica sto al mercato a scegliere pomodori .
Voglio una consulenza seria , voglio un’offerta che mi invogli ad acquistare , voglio risposte alle mie domande , anche a quelle che non ho ancora fatto.
La grande consulenza si riassume in un depliant che mi piazza in mano e sullo stesso mi scrive il prezzo , esattamente quello che avevo visto sul sito della casa automobilistica.
Quindi mi liquida con un “poi se vuole riparliamo con più calma (ma io sono calmissima !) delle eventuali condizioni di vendita (ma io volevo sapere adesso se mi faceva lo sconto o no!).”
Esco , a questo punto sono io scocciatissima e per vendetta faccio toccare dai miei figli , con le loro manine sante e sporchine , tutte le lucenti auto esposte che gli capitavano a tiro.
Essendo l’unica concessionaria di quella marca della città , mando mio marito per vedere se riesce ad estorcere qualche informazione in più.
E con lui ...gentilissimi, efficientissimi, prodighi di informazioni , con condizioni eccezionali,preventivo scritto a computer e stampato su carta intestata.
Ma dico, ma che modo di fare e’ ?!
Ma io non ero una potenziale cliente ?
A lui si e a me no ?
Sgrunt. Per principio la macchina da questi non la voglio comprare.
Saluti
Al bambino viene insegnato prestissimo a salutare e spontaneamente il piccolo mentre fa ciao ciao con la manina si mette a sorridere.
E’ nella natura dell’uomo ed e’ alla base del rapportarsi civilmente ed amichevolmente con gli altri.
Poi il bimbo cresce e l’abitudine al saluto assume diverse forme , in funzione del contesto in cui si trova.
Non so come mai, misteriosamente, nel paesello dove vivo e zone limitrofe, la gente e’ convinta che salutare sia un optional.
Pensavo inizialmente che vi fosse una certa diffidenza per la persona non conosciuta.
Poi mi sono resa conto che non dipendeva da me , ma che e’ un’abitudine diffusa , insita anche in persone che riterrei per natura orientati alla “comunicazione” per esempio i commercianti.
La situazione più assurda la vedo al mattino , quando porto mia figlia alla scuola materna.
Ci sono persone che vedo da quasi tre anni , che per una mia abitudine , dettata anche dall’educazione famigliare ,ostinatamente saluto e dalle quali difficilmente ricevo un cenno di risposta.
La stessa cosa per delle mie vicine di casa , che cortesemente insisto a salutare ,immaginando dall’altra parte una reazione .
Ho voluto fare un esperimento, e ho provato a non salutare più per prima e vedere “l’effetto che fa”.
Ho avuto la conferma della maleducazione di alcune persone ed a questo punto ho deciso che salutare fa bene a me.
Mi fa stare bene con me stessa e se anche e’ inutile per alcune persone ,magari da qualcuno viene apprezzato.
E’ nella natura dell’uomo ed e’ alla base del rapportarsi civilmente ed amichevolmente con gli altri.
Poi il bimbo cresce e l’abitudine al saluto assume diverse forme , in funzione del contesto in cui si trova.
Non so come mai, misteriosamente, nel paesello dove vivo e zone limitrofe, la gente e’ convinta che salutare sia un optional.
Pensavo inizialmente che vi fosse una certa diffidenza per la persona non conosciuta.
Poi mi sono resa conto che non dipendeva da me , ma che e’ un’abitudine diffusa , insita anche in persone che riterrei per natura orientati alla “comunicazione” per esempio i commercianti.
La situazione più assurda la vedo al mattino , quando porto mia figlia alla scuola materna.
Ci sono persone che vedo da quasi tre anni , che per una mia abitudine , dettata anche dall’educazione famigliare ,ostinatamente saluto e dalle quali difficilmente ricevo un cenno di risposta.
La stessa cosa per delle mie vicine di casa , che cortesemente insisto a salutare ,immaginando dall’altra parte una reazione .
Ho voluto fare un esperimento, e ho provato a non salutare più per prima e vedere “l’effetto che fa”.
Ho avuto la conferma della maleducazione di alcune persone ed a questo punto ho deciso che salutare fa bene a me.
Mi fa stare bene con me stessa e se anche e’ inutile per alcune persone ,magari da qualcuno viene apprezzato.
venerdì 3 ottobre 2008
Compiti
Parto da un post di Raperonzolo ,sulla difficoltà di far fare i compiti ai propri figli.
Quando un bimbo comincia la scuola primaria ,con ancora quaderni ,astuccio e libri intonsi, la curiosità per la novità e’ ai massimi livelli.
Mi ricordo ancora la trepidazione di mio figlio nell’iniziare un nuovo quaderno , con la prima pagina ancora bianca e profumata di inchiostro.
Ben presto , però , a questo fase mistica , possono subentrare varie fasi , in funzione del bimbo e della materia da studiare.
Poi si aggiunge l’abitudine delle maestre di far colorare dai bambini le schede dei compiti ,che da’ il colpo di grazia ad ogni entusiasmo.
A parte il fatto che mi ritengo fortunata perchè a mio figlio non e’ mai pesato troppo fare i compiti, penso che la maggiore difficoltà per un bambino sia il capire che non ha davanti a sé un tempo infinito per finire .
Così la loro percezione del tempo fa protrarre verso l’infinito le attività che a loro sono indigeste.
Forse non c’e’ una formula magica, ma io ho trovato efficace il dare dei tempi entro i quali deve concludere , in modo da poter andare poi a fare sport, giocare fuori con gli amici etc.
All’inizio era difficilissimo , gli scrivevo su un foglio l’elenco delle materie , gli dicevo quanto più o meno doveva impiegare per ognuna e così calcolavamo se faceva a tempo a vedere un cartone animato o fare un giro in bicicletta.
Adesso vedo che si arrangia abbastanza da solo e che cerca di fare in autonomia .Non dimentica quello che deve fare e , stimolato dalle attività che può fare dopo , cerca di finire velocemente. Comunque deve studiare e scrivere bene , perchè controlliamo dopo.
Quando un bimbo comincia la scuola primaria ,con ancora quaderni ,astuccio e libri intonsi, la curiosità per la novità e’ ai massimi livelli.
Mi ricordo ancora la trepidazione di mio figlio nell’iniziare un nuovo quaderno , con la prima pagina ancora bianca e profumata di inchiostro.
Ben presto , però , a questo fase mistica , possono subentrare varie fasi , in funzione del bimbo e della materia da studiare.
Poi si aggiunge l’abitudine delle maestre di far colorare dai bambini le schede dei compiti ,che da’ il colpo di grazia ad ogni entusiasmo.
A parte il fatto che mi ritengo fortunata perchè a mio figlio non e’ mai pesato troppo fare i compiti, penso che la maggiore difficoltà per un bambino sia il capire che non ha davanti a sé un tempo infinito per finire .
Così la loro percezione del tempo fa protrarre verso l’infinito le attività che a loro sono indigeste.
Forse non c’e’ una formula magica, ma io ho trovato efficace il dare dei tempi entro i quali deve concludere , in modo da poter andare poi a fare sport, giocare fuori con gli amici etc.
All’inizio era difficilissimo , gli scrivevo su un foglio l’elenco delle materie , gli dicevo quanto più o meno doveva impiegare per ognuna e così calcolavamo se faceva a tempo a vedere un cartone animato o fare un giro in bicicletta.
Adesso vedo che si arrangia abbastanza da solo e che cerca di fare in autonomia .Non dimentica quello che deve fare e , stimolato dalle attività che può fare dopo , cerca di finire velocemente. Comunque deve studiare e scrivere bene , perchè controlliamo dopo.
giovedì 2 ottobre 2008
Telefonate
“Drrin vuole un abbonamento a Sky?” “ No grazie la televisione la guardo solo quando la spolvero,non ho molto tempo”
“Driin vuole una fornitura vitalizia di carta igenica” “ No grazie usiamo foglie ecologiche di fico”
“Driin vuole un abbonamento al Sole 24 ore ?” “ No grazie , leggo solo Winks Club”
“Driin vuole un ettolitro di olio , le portiamo un silos da installare in giardino” “ No grazie, gia’ ce lo produciamo noi col ulivetto che ho comprato l’anno scorso”
“Driin ha vinto una crociera sul Mar Morto” “ Grazie ma preferisco un giro in canotto in Adriatico”
“Driin vuole acquistare una laurea in legge del Venezuela?” “ Scusi ma e’ una cosa seria , ma non conosco neanche lo spagnolo...”
“Non importa , basta che sappia dove sta il Venezuela, per il resto pensiamo tutto noi..”
“Driin , vuole acquistare un paginone centrale di Pagine Gialle ,può scegliere lei cosa scrivere”
“Paginone centrale ? Scusi ma mi ha preso per il Cepu?”
“Drinn (ore 3 di notte) tu volere abbbbonamento super fast internet “ “Ma sono le tre di notte !!!”
“Scusare me ma qui essere sole alto in cielo” (ma chiamava dall’India o dal Peru’?)
Fino a poco tempo fa , dai call center ricevevo valanghe di telefonate commerciali, che talvolta arrivavano in tempi ed orari inopportuni .
C’era comunque un minimo di rapporto umano e si poteva anche scambiare due parole con ste persone ,in genere stressate ma comunque simpatiche.
L’altro giorno ricevo una telefonata assurda, con vocetta automatica dove dovevo autorizzali a parlare con me , poi dovevo io premere i numeretti per scegliere se intendevo o no aderire alla loro offerta.
Dopo un minuto mi ero già scocciata e non ho fatto la minima attenzione a quanto mi veniva detto.
Ho messo giù , e spero che non mi richiamino più .
“Driin vuole una fornitura vitalizia di carta igenica” “ No grazie usiamo foglie ecologiche di fico”
“Driin vuole un abbonamento al Sole 24 ore ?” “ No grazie , leggo solo Winks Club”
“Driin vuole un ettolitro di olio , le portiamo un silos da installare in giardino” “ No grazie, gia’ ce lo produciamo noi col ulivetto che ho comprato l’anno scorso”
“Driin ha vinto una crociera sul Mar Morto” “ Grazie ma preferisco un giro in canotto in Adriatico”
“Driin vuole acquistare una laurea in legge del Venezuela?” “ Scusi ma e’ una cosa seria , ma non conosco neanche lo spagnolo...”
“Non importa , basta che sappia dove sta il Venezuela, per il resto pensiamo tutto noi..”
“Driin , vuole acquistare un paginone centrale di Pagine Gialle ,può scegliere lei cosa scrivere”
“Paginone centrale ? Scusi ma mi ha preso per il Cepu?”
“Drinn (ore 3 di notte) tu volere abbbbonamento super fast internet “ “Ma sono le tre di notte !!!”
“Scusare me ma qui essere sole alto in cielo” (ma chiamava dall’India o dal Peru’?)
Fino a poco tempo fa , dai call center ricevevo valanghe di telefonate commerciali, che talvolta arrivavano in tempi ed orari inopportuni .
C’era comunque un minimo di rapporto umano e si poteva anche scambiare due parole con ste persone ,in genere stressate ma comunque simpatiche.
L’altro giorno ricevo una telefonata assurda, con vocetta automatica dove dovevo autorizzali a parlare con me , poi dovevo io premere i numeretti per scegliere se intendevo o no aderire alla loro offerta.
Dopo un minuto mi ero già scocciata e non ho fatto la minima attenzione a quanto mi veniva detto.
Ho messo giù , e spero che non mi richiamino più .
mercoledì 1 ottobre 2008
Festa dei nonni
“Mamma ma perchè il nonno e’ andato in cielo? Ma si deve andare sempre in cielo ?
E quando e’ che si deve andare?”
Domani e’ la festa degli Angeli Custodi e nell’asilo parrocchiale di mia figlia , fanno coincidere
anche la festa dei nonni.
Sicuramente in classe hanno parlato di nonni e di angeli e così , a bruciapelo alle 4 del pomeriggio, mi ritrovo in mezzo al traffico a dover rispondere alle domande della vita e della perdita .
Difficile mantenere la serenità necessaria per poter dare una risposta che sia convincente per una bimba di 4 anni ,senza farmi prendere il groppo alla gola e senza mettermi a piangere come una fontana.
“Il nonno e’ stato chiamato da Gesù in cielo , perchè e’ bravissimo con il computer e Gesù aveva
bisogno di qualcuno che glielo spiegasse”.
“I nonni vanno in cielo a spiegare le cose a Gesù ?”
“Se ha bisogno , lui li chiama”
“Ah va bene “
La risposta e’ stata convincente , e mi sono anche un po’ consolata immaginando un corso di PC
tra le nuvole. Spero che mio papà non sia troppo severo , come lo era con i suoi alunni...
E quando e’ che si deve andare?”
Domani e’ la festa degli Angeli Custodi e nell’asilo parrocchiale di mia figlia , fanno coincidere
anche la festa dei nonni.
Sicuramente in classe hanno parlato di nonni e di angeli e così , a bruciapelo alle 4 del pomeriggio, mi ritrovo in mezzo al traffico a dover rispondere alle domande della vita e della perdita .
Difficile mantenere la serenità necessaria per poter dare una risposta che sia convincente per una bimba di 4 anni ,senza farmi prendere il groppo alla gola e senza mettermi a piangere come una fontana.
“Il nonno e’ stato chiamato da Gesù in cielo , perchè e’ bravissimo con il computer e Gesù aveva
bisogno di qualcuno che glielo spiegasse”.
“I nonni vanno in cielo a spiegare le cose a Gesù ?”
“Se ha bisogno , lui li chiama”
“Ah va bene “
La risposta e’ stata convincente , e mi sono anche un po’ consolata immaginando un corso di PC
tra le nuvole. Spero che mio papà non sia troppo severo , come lo era con i suoi alunni...
Iscriviti a:
Post (Atom)