martedì 14 ottobre 2008

aspettando

Sono qui, durante una delle mille attese che ogni mamma conosce.

Cioè fuori dalla piscina, seduta in macchina nel parcheggio , mentre il figlio grande sguazza insieme agli altri scalmanati della sua squadra.

Sono momenti in cui il silenzio e la magia del lento tramonto entrano inaspettati nella mia vita e mi permetto di pensare e riflettere come mi immagino possano fare eminenti pensatori e premi Nobel per la letteratura.

Me li immagino immersi in un silenzio quasi inviolabile che nessuno si permetterebbe di rovinare.

Il sole che sparisce struggente dietro la collina, i primi lampioni che si accendono pigramente , un po’ in ordine sparso. Scendo dall’auto per godermi meglio questo spettacolo così inaspettato in
un parcheggio comunque pieno di gente e di auto che fanno via vai in cerca di un posto.

Dietro le erbacce alte un paio di metri, a sorpresa appare il fiume della città. Tendendo le
Orecchie riesco anche a percepire lo scorrere dell’acqua che prima si fa rossa di tramonto e poi
nera e luccicante dei fari del campo sportivo.

Comincio a pensare all’importanza dei fiumi ,all’origine di tanti insediamenti umani vicino
ad essi. Alle donne che fino a pochi decenni fa ,con la schiena piegata e dolorante ,lavavano i
panni e chiacchieravano dei fatti di tutti . Ai contadini che portavano le mucche a bere e i maiali a fare il bagno. Ai bambini che si tuffavano e si rinfrescavano d’estate senza alcuna paura ,sereni e
liberi di vivere esperienze a noi sconosciute .

Un’emozione mi sale per il ricordo di storie raccontate tanti anni fa dalla nonna , dalle zie .
Piccoli fatti che nessun libro ricorda , ma che rivivono nei racconti orali e che ancora risento
nelle orecchie .

Ma guarda un po’ che cosa mi e’ tornato in mente , mentre aspetto la fine di un allenamento di mio figlio.

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