Nel panorama delle aziende in crisi , se ne e’ tristemente affacciata una con sede in provincia di Rovigo , che produce cerchioni per moto e motorini.
La ditta aveva una produzione di eccellenza , e forniva aziende italiane e straniere . In particolare una delle aziende rifornite e’ una grossa ditta italiana di motorini.
Nella fascia oraria dei telegiornali (alle ore 14 rai 1 economia e rai 3 regionale) , curiosamente , venivano date due notizie che chiarivano la situazione.
Da una parte veniva comunicato che la ditta di motorini prevedeva un incremento di fatturato e non si lamentava particolarmente della crisi , dall’altra gli operai dell’azienda
Di Rovigo manifestavano per il rischio licenziamento e chiusura dell’azienda.
Allora la domanda nasce spontanea , dato che prevede un aumento di produzione , la ditta di motorini da chi va comprare adesso i cerchioni ?
Risposta immediata degli operai : ovviamente in Cina.
Allora mi chiedo alcune cose . Intanto come mai la ditta di motorini , che ha beneficiato degli aiuti per rottamazione etc etc , che suppongo fossero destinati al
Sostegno delle aziende italiane ...se ne va tranquillamente in Cina a comperare i pezzi.
Poi mi chiedo ancora , la ditta di Rovigo aveva una produzione di eccellenza , con pezzi che hanno superato test severi sui materiali e sugli elementi ,
quindi sinonimo di sicurezza e qualita’ ... lo stesso livello e’ assicurato dalla ditta cinese? E quel metallo che utilizzano da dove proviene? Per quanto se ne sa ,potrebbe essere anche radioattivo ? Chi fa le lavorazioni ...i bambini , come si parlava in un articolo su Repubblica?
Quindi io consumatore mi trovo davanti una sconcertante situazione , dove non essendo trasparente la filiera dei pezzi che compongono il mio motorino ,
credo di comperare italiano ed invece mi ritrovo un assemblaggio di pezzi di origine varia e misteriosa , con l’ombra del lavoro minorile e la triste certezza che tante aziende italiane che facevano parte dell’indotto , ora stanno chiudendo.
giovedì 19 novembre 2009
martedì 17 novembre 2009
L’anno scorso c’e’ stata una mobilitazione nazionale per difendere la scuola ed in particolare c’e’ stato un grosso movimento
di insegnanti e genitori per salvare la scuola a tempo pieno.
Ho partecipato ad iniziative varie, raccolta firme , volantinaggio, dibattiti, manifestazioni. Alla fine ,con grande soddisfazione e’ stata
decretata la vittoria di questo grosso movimento spontaneo , conservando il piu’ possibile di quanto c’era stato fino ad allora.
Su questa vittoria (peraltro poco recepita dai genitori , che in buona parte non avevano capito niente di cosa stesse succedendo,
nonostante i numerosi scritti informativi che erano stati distribuiti ) ancora stavamo riflettendo ed in un certo senso ci sentivamo ancora orgogliosi.
Ma ieri per me tutto questo si e’ infranto e sbriciolato , quando mi hanno comunicato che una delle compagne di classe di mia figlia verra’ spostata in una scuola a tempo normale perche’ non ha i rientri. Ed il motivo e’ tristissimo , cioe’ che la famiglia non se la sente piu’ di pagare ogni giorno il buono pasto da 4,70 euro.
E non sara’ l’ultima , perche’ gia’ altre famiglie stanno mormorando di fare questo spostamento.
Quello che non riusci’ a fare la ministra, ci riuscira’ la crisi.
Tutti i buoni propositi , i discorsi di completezza nell’educazione , di offerta formativa maggiorata rispetto ad un tempo normale , vanno a farsi benedire quando i genitori perdono il lavoro , quando le famiglie di rendono conto non possono piu’ pagare piu' di 100 euro di pasti ogni mese.
Che tristezza , che declino .
E come faccio a spiegare a mia figla che da un giorno all’altro la sua cara amichetta non sara’ piu’ la sua compagna di banco ?
di insegnanti e genitori per salvare la scuola a tempo pieno.
Ho partecipato ad iniziative varie, raccolta firme , volantinaggio, dibattiti, manifestazioni. Alla fine ,con grande soddisfazione e’ stata
decretata la vittoria di questo grosso movimento spontaneo , conservando il piu’ possibile di quanto c’era stato fino ad allora.
Su questa vittoria (peraltro poco recepita dai genitori , che in buona parte non avevano capito niente di cosa stesse succedendo,
nonostante i numerosi scritti informativi che erano stati distribuiti ) ancora stavamo riflettendo ed in un certo senso ci sentivamo ancora orgogliosi.
Ma ieri per me tutto questo si e’ infranto e sbriciolato , quando mi hanno comunicato che una delle compagne di classe di mia figlia verra’ spostata in una scuola a tempo normale perche’ non ha i rientri. Ed il motivo e’ tristissimo , cioe’ che la famiglia non se la sente piu’ di pagare ogni giorno il buono pasto da 4,70 euro.
E non sara’ l’ultima , perche’ gia’ altre famiglie stanno mormorando di fare questo spostamento.
Quello che non riusci’ a fare la ministra, ci riuscira’ la crisi.
Tutti i buoni propositi , i discorsi di completezza nell’educazione , di offerta formativa maggiorata rispetto ad un tempo normale , vanno a farsi benedire quando i genitori perdono il lavoro , quando le famiglie di rendono conto non possono piu’ pagare piu' di 100 euro di pasti ogni mese.
Che tristezza , che declino .
E come faccio a spiegare a mia figla che da un giorno all’altro la sua cara amichetta non sara’ piu’ la sua compagna di banco ?
martedì 10 novembre 2009
Chiudono un centro commerciale . Dopo anni in cui ne venivano aperti ogni settimana, ne stanno chiudendo uno. E non uno piccolo o sfigato, ma uno di
Quelli grossi , pretenziosi , di una multinazionale straniera. La’ dove c’era una bel campo con le pannocchie ci hanno costruito sopra un mostro con parcheggi
grandi come mezza provincia. La vendetta della pannocchie . Per quanto la notizia mi sia lieta , dato che siamo alla saturazione territoriale di questi non luoghi , lo e’ meno nel suo triste significato. Nessuno piu’ compra, perche’ nessuno ha piu’ voglia di buttare via i propri soldi o non ne ha piu’ .
Le fabbriche vituperate, inquinanti , odiate , puzzone , rumorose , ora vanno in Cina , in Romania ... prendono il volo come la casetta sollevata dall’uragano nel
Mago di Oz. Peccato che prima si siano un po’ “sgrullate” dagli operai che hanno fatto un bel salto nel vuoto e si sono buttati giu’.
Qualcuno si e’ fatto parecchio male.
In un lampo 50 anni della storia piu’ assurda della nostra Regione si stanno tragicamente cancellando.
La maestra agli scolari chiedeva “cosa fa il tuo papa’?” “ Fa i toc signora maestra”. Ogni operaio faceva il suo pezzo , un pezzo di Veneto ogni giorno.
Lo metteva poi nella scatola e qualcuno poi lo comprava. Adesso tutto va in toc , il capannone chiuso sbarrato , le persone che non ci lavorano piu’ .
Le case di chi non riesce a pagare il mutuo della villetta vanno in toc.
Due mamme delle compagne di classe di mia figlia da settembre ad oggi sono state licenziate. Pagare la mensa dei bambini e’ diventato costoso come
una cena da Vissani.Forse sposteranno le figlie alla scuola che non fa rientri pomeridiani per risparmiare quei soldi. Sono piu’ di 900 euro per anno scolastico.
Le fabbriche volate via si sono portate via lo spirito della gente , disoccupazione una volta era una parola per fannulloni , per chi non aveva voglia di
fare un giro per i capannoni a chiedere lavoro. Se eri Perito trovavi tre posti subito dopo il diploma. Se eri segretaria d’azienda ne trovavi due . Se eri ragioniere
Bastava aspettare un attimo ed il posto arrivava a breve. Se eri diplomato al professionale , forse avevi gia’ il lavoro a casa , l’officina del padre o del nonno.
Magari ci lavoravi il pomeriggio da quando avevi dieci anni. Poi ti compravi la Golf nera o bianca , a seconda dell’inclinazione politica , e passavi le serate conGli amici e la fidanzata. A 18 anni avevi gia’ tutto quello che potevi desiderare. Andare fuori casa pero’ no , si resta in casa il piu’ possible, talvolta anche da sposati.
Quelli grossi , pretenziosi , di una multinazionale straniera. La’ dove c’era una bel campo con le pannocchie ci hanno costruito sopra un mostro con parcheggi
grandi come mezza provincia. La vendetta della pannocchie . Per quanto la notizia mi sia lieta , dato che siamo alla saturazione territoriale di questi non luoghi , lo e’ meno nel suo triste significato. Nessuno piu’ compra, perche’ nessuno ha piu’ voglia di buttare via i propri soldi o non ne ha piu’ .
Le fabbriche vituperate, inquinanti , odiate , puzzone , rumorose , ora vanno in Cina , in Romania ... prendono il volo come la casetta sollevata dall’uragano nel
Mago di Oz. Peccato che prima si siano un po’ “sgrullate” dagli operai che hanno fatto un bel salto nel vuoto e si sono buttati giu’.
Qualcuno si e’ fatto parecchio male.
In un lampo 50 anni della storia piu’ assurda della nostra Regione si stanno tragicamente cancellando.
La maestra agli scolari chiedeva “cosa fa il tuo papa’?” “ Fa i toc signora maestra”. Ogni operaio faceva il suo pezzo , un pezzo di Veneto ogni giorno.
Lo metteva poi nella scatola e qualcuno poi lo comprava. Adesso tutto va in toc , il capannone chiuso sbarrato , le persone che non ci lavorano piu’ .
Le case di chi non riesce a pagare il mutuo della villetta vanno in toc.
Due mamme delle compagne di classe di mia figlia da settembre ad oggi sono state licenziate. Pagare la mensa dei bambini e’ diventato costoso come
una cena da Vissani.Forse sposteranno le figlie alla scuola che non fa rientri pomeridiani per risparmiare quei soldi. Sono piu’ di 900 euro per anno scolastico.
Le fabbriche volate via si sono portate via lo spirito della gente , disoccupazione una volta era una parola per fannulloni , per chi non aveva voglia di
fare un giro per i capannoni a chiedere lavoro. Se eri Perito trovavi tre posti subito dopo il diploma. Se eri segretaria d’azienda ne trovavi due . Se eri ragioniere
Bastava aspettare un attimo ed il posto arrivava a breve. Se eri diplomato al professionale , forse avevi gia’ il lavoro a casa , l’officina del padre o del nonno.
Magari ci lavoravi il pomeriggio da quando avevi dieci anni. Poi ti compravi la Golf nera o bianca , a seconda dell’inclinazione politica , e passavi le serate conGli amici e la fidanzata. A 18 anni avevi gia’ tutto quello che potevi desiderare. Andare fuori casa pero’ no , si resta in casa il piu’ possible, talvolta anche da sposati.
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