Nel panorama delle aziende in crisi , se ne e’ tristemente affacciata una con sede in provincia di Rovigo , che produce cerchioni per moto e motorini.
La ditta aveva una produzione di eccellenza , e forniva aziende italiane e straniere . In particolare una delle aziende rifornite e’ una grossa ditta italiana di motorini.
Nella fascia oraria dei telegiornali (alle ore 14 rai 1 economia e rai 3 regionale) , curiosamente , venivano date due notizie che chiarivano la situazione.
Da una parte veniva comunicato che la ditta di motorini prevedeva un incremento di fatturato e non si lamentava particolarmente della crisi , dall’altra gli operai dell’azienda
Di Rovigo manifestavano per il rischio licenziamento e chiusura dell’azienda.
Allora la domanda nasce spontanea , dato che prevede un aumento di produzione , la ditta di motorini da chi va comprare adesso i cerchioni ?
Risposta immediata degli operai : ovviamente in Cina.
Allora mi chiedo alcune cose . Intanto come mai la ditta di motorini , che ha beneficiato degli aiuti per rottamazione etc etc , che suppongo fossero destinati al
Sostegno delle aziende italiane ...se ne va tranquillamente in Cina a comperare i pezzi.
Poi mi chiedo ancora , la ditta di Rovigo aveva una produzione di eccellenza , con pezzi che hanno superato test severi sui materiali e sugli elementi ,
quindi sinonimo di sicurezza e qualita’ ... lo stesso livello e’ assicurato dalla ditta cinese? E quel metallo che utilizzano da dove proviene? Per quanto se ne sa ,potrebbe essere anche radioattivo ? Chi fa le lavorazioni ...i bambini , come si parlava in un articolo su Repubblica?
Quindi io consumatore mi trovo davanti una sconcertante situazione , dove non essendo trasparente la filiera dei pezzi che compongono il mio motorino ,
credo di comperare italiano ed invece mi ritrovo un assemblaggio di pezzi di origine varia e misteriosa , con l’ombra del lavoro minorile e la triste certezza che tante aziende italiane che facevano parte dell’indotto , ora stanno chiudendo.
giovedì 19 novembre 2009
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