L’anno scorso c’e’ stata una mobilitazione nazionale per difendere la scuola ed in particolare c’e’ stato un grosso movimento
di insegnanti e genitori per salvare la scuola a tempo pieno.
Ho partecipato ad iniziative varie, raccolta firme , volantinaggio, dibattiti, manifestazioni. Alla fine ,con grande soddisfazione e’ stata
decretata la vittoria di questo grosso movimento spontaneo , conservando il piu’ possibile di quanto c’era stato fino ad allora.
Su questa vittoria (peraltro poco recepita dai genitori , che in buona parte non avevano capito niente di cosa stesse succedendo,
nonostante i numerosi scritti informativi che erano stati distribuiti ) ancora stavamo riflettendo ed in un certo senso ci sentivamo ancora orgogliosi.
Ma ieri per me tutto questo si e’ infranto e sbriciolato , quando mi hanno comunicato che una delle compagne di classe di mia figlia verra’ spostata in una scuola a tempo normale perche’ non ha i rientri. Ed il motivo e’ tristissimo , cioe’ che la famiglia non se la sente piu’ di pagare ogni giorno il buono pasto da 4,70 euro.
E non sara’ l’ultima , perche’ gia’ altre famiglie stanno mormorando di fare questo spostamento.
Quello che non riusci’ a fare la ministra, ci riuscira’ la crisi.
Tutti i buoni propositi , i discorsi di completezza nell’educazione , di offerta formativa maggiorata rispetto ad un tempo normale , vanno a farsi benedire quando i genitori perdono il lavoro , quando le famiglie di rendono conto non possono piu’ pagare piu' di 100 euro di pasti ogni mese.
Che tristezza , che declino .
E come faccio a spiegare a mia figla che da un giorno all’altro la sua cara amichetta non sara’ piu’ la sua compagna di banco ?
martedì 17 novembre 2009
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