venerdì 30 luglio 2010

Mio marito ha contorni di presenza molto sfuocati.

Mi gestisco autonomamente i figli e molto dell’andamento della casa .
Cerco di non fargli pesare i numerosi impegni ed attivita’ dei bimbi.
Non lo obbligo a fare passeggiatine , bagnetti , festine di compleanno ,
pronti soccorsi , dentisti , merendine con gli amichetti , catechismo e via dicendo.

Cerco di filtrare il piu’ possibile le beghe scolastiche , di dipanarmi tra
Riunioni e colloqui con le insegnanti senza che lui sia costretto a
Precipitosi rientri dal lavoro .

Cerco , come dicevano in un film “ di farci leggeri leggeri” , in modo
da non angustiarlo o distrarlo dalle sue attivita’ con frizzi e lazzi.

Tutto questo pero’ ha comportato che buona parte delle decisioni
le prendo io . O meglio , decido e poi se e’ una cosa molto importante
mi confronto con lui.
Questo e’ abbastanza in linea con il mio carattere , in quanto preferisco
prima avere un quadro chiaro della situazione e decidere da sola , e poi
eventualmente sentire un parere.

Questo approccio alla vita , pero’ , mi porta sempre ad avere la sensazione
di essere in prima linea e questa sensazione penso di averla da quando sono diventata grande.
Un pomeriggio diverso.

Ieri pomeriggio ci siamo divertiti molto , partecipando a una manifestazione di laboratori creativi.
La mia bimba ha fatto delle perline con la carta , ha arrotolato con insospettabile pazienza
alcuni rotolini di carta e li ha decorati con carte di colore diverso a contrasto.

Il piu’ grande si e’ sentito molto maturo , perche’ ha partecipato ad un laboratorio di
Fotografia applicata. Si sono costruiti con la carta una piccola “macchina fotografica”
Ed hanno fatto degli esperimenti di ottica.

La manifestazione era organizzata da un gruppo di volontari italiani e francesi e
si e’ creata una bella atmosfera serena e divertente , tentando ognuno di comunicare
in una specie di Esperanto improvvisato, mescolando tutte le lingue piu’ o meno conosciute e qualcuno sconosciuta , sbiascicata dai bambini piccoli presenti

mercoledì 28 luglio 2010

vacanze

Piccola riflessione del periodo estivo.

Una mia collega asserisce la bellezza di essere in ferie mentre gli altri lavorano.
Tradotto in lavoratese , vuol dire che le ferie te le fai prima o dopo di luglio/agosto e
I due mesi clou in questione te li fai in ufficio.
Vuoi mettere come e’ bello non avere problemi a trovare posto negli alberghi, spiagge,
cime dei monti etc. e pagare tutto molto molto di meno ?

Io tutta sta bellezza non la vedo . A me le strade vuote della citta’ , mentre mi reco in uffico , mi fanno tristezza.
Vedere il vigile che osserva sconsolato il centro vuoto dell’incrocio piu’ trafficato della citta’ mi
stringe il cuore . Passare tre semafori verdi di fila mi toglie il mio tempo macchina che usavo per
leggere gli annunci immobiliari, spolverare il cruscotto , ripulire dalle cartacce dei miei figli la macchina ,
osservare le vetrine ed il loro mutare nelle stagioni.

Ecco , vorrei starmene in ferie , accalcata sulle spiagge o in una bella coda per arrivare in un remoto
e sperduto paesino di montagna , dove l’aria era ancora pura ed incontaminata , prima che arrivassimo noi cittadini