mercoledì 16 settembre 2009

Biennale di Venezia

Biennale Arte di Venezia

Come tradizione di famiglia , domenica siamo andati alla Biennale Arte di Venezia .
E’ un appuntamento atteso da tutti , piu’ che per la Biennale , per il viaggio di
Avvicinamento. Prima il pezzetto in treno da Mestre a Venezia S. Lucia , poi
Prendere il vaporetto che per i bambini e’ il momento piu’ bello.

Finalmente si arriva ai Giardini e... sorpresa , la festa della Lega . Tutto uno sventolare
Di bandiere , fazzoletti verdi ,camice verdi per gli uomini , scollature verdi per le signore.

Li lasciamo presi dai comizi e ci infiliamo nella Biennale , che gia’ dal primo padiglione
capiamo l’aria che tira. La Svizzera , senza mezzi termini , ci fa capire che la vede
proprio nera. Acquarelli neri , linee nere , ombre nere ...insomma la crisi e’ nera.
Poi procediamo nei successivi padiglioni , dove o sono piu’ o meno neri (vedi il Giappone) o con
Opere che mi paiono come un sospetto riciclo . In uno l’artista si e’ premurato di farci vedere
La polvere che si accumula nell’arco di alcuni giorni in casa sua , ben sistemata in quadretti.
Un altro ha portato i mobili di casa sua e li ha messi in vendita (cartello esterno con scritto “On Sale”).
Altro padiglione che pareva uno spot all’Ikea , in esposizione tutte le combinazioni possibili
con i mobili in legno componibili. Nel padiglione successivo c’era un campionario di tende
veneziane , giusto complemento del precedente padiglione.
Riciclaggio estremo per il padiglione islandese , con i vecchi pannelli didattici dei vigili del fuoco della Russia , sul da farsi in caso di disastro nucleare e le macchinette dei modellini dei camioncini dei vigili.
Devo dire che questo padiglione e’ stato il preferito dei bambini , dove hanno passato parecchio tempo per guardare le macchinette, cercare di leggere il cirillico e chiedersi cosa fosse quel fungo polveroso disegnato.
Sempre riciclo ,ma almeno con un tocco di poesia , il padiglione australiano.
Il fatto di stare dall’altra parte del mondo , rende interessante anche la serie di barattoli vecchi esposti su una mensola. In un video un uomo misterioso , tipo cow boy , si impietosisce di un canguro morto sul ciglio di una strada infinita nel deserto . La cosa ha destato grande tristezza nei bimbi , che si chiedevano se fosse veramente morto o se soltanto dormisse. Non c’era l’artista , altrimenti lo avremmo intervistato sull’argomento.
Ancora poesia nel padiglione Egiziano , forse il più “artistico” di tutta la Biennale.
Vi sono alcune figure stilizzate , fatte in materiale vegetale , due romanticamente si baciano.

Ancora riciclo nel padiglione Italiano , con profusione di giornali vecchi sparsi in vari posti.
Dato che in alcuni punti vi sono dei passaggi stretti , la paura era di pestare le opere , che si mescolavano con giornali e cartacce abbandonate .

Una zona era stata dedicata a degli inquietanti fiorelloni giganti , fatti in materiale plastico gommoso ,che ha molto impressionato i bambini. Questa parte l’abbiamo fatto un po’ velocemente , pareva il bosco di Hansel e Gretel.

Vi sono stati dei padiglioni che ci sono piaciuti molto , e devo dire che per esempio la Russia ci ha piacevolmente sorpresi ,come ogni volta del resto .

Appena possibile andremo alla parte della Biennale nell’Arsenale , per vedere quali altre sorprese ci riserva l’Arte del 2009.

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